venerdì 17 febbraio 2017

SALE PROFUMATO non ricettina già postata...utile e divertente!!!

Questa non ricettina è stata postata qualche anno fa, ma siccome ci è stato chiesto come lo prepariamo e rileggendo il post ci ha divertito molto la discussione fatta dalle erbe aromatiche nella nostra cucina, abbiamo pensato di ripostarlo.
Lo prepariamo sempre e a noi piace molto!
Buon divertimento!! 

Ma cosa succede in cucina??
Non vogliamo origliare, ma è impossibile non sentire la forte discussione fra i rametti di rosmarino e l'aglio.



"Guarda che io sono il preferito dalle apine" dice, il rametto di rosmarino contornato dai suoi fiorellini azzurri,.. "e quindi devo essere io a profumare il sale che verrà messo in un bel vasetto, utilizzato da segnaposto e regalato agli amici delle apine che vengono a cena sabato sera.



"Uffa, uffa è sempre la solita storia..io faccio....io sono.... è vero tu porti tanti messaggi positivi..." risponde l'aglio al rosmarino però difficilmente ti usano senza di me!
E' vero o no che prendono un mio spicchio e ci infilano un rametto di rosmarino e fanno "profumare" l'olio in un tegame, o in una padella? E poi guarda quando fanno le patate fritte....7/8..anche 10 spicchi di aglio e ... di rosmarino?!!..solo qualche rametto.



Il sale grosso, comodamente seduto nel suo bel vaso di vetro trasparente guardava e ascoltava divertito la discussione, sicuro che LUI ci sarebbe stato. Conosceva bene il nome che gli avevano attribuito nei tempi antichi: ORO BIANCO (e questo la diceva lunga), le strade costruite con il suo nome "le vie del sale"... e di essere portafortuna da sempre.



"Ma scusate rosmarino e aglio", interviene in modo educato ma fermo nella discussione la salvia.."lo sapete vero che io sono la pianta aromatica, forse più famosa che si conosca? Sono considerata la primadonna della cucina, proprio perchè sono conosciuta ed usata in tutto il mondo per il mio aroma e fin dai tempi più antichi!..il mio nome deriva dal latino "salvus=sano, salvo" o "salus=salute" e non dico altro. Sono certa che le apine metteranno me nel sale da regalare".



Facciamo per aprire la porta quando.... il pepe interviene e con un tono di voce alto e saccente dice al rosmarino, all'aglio, alla salvia: "Ma voi navigate? Conoscete Wikipedia?" Sapete cosa scrive di me Wikipedia?...
Il pepe nero è una delle spezie più comuni normalmente utilizzate in cucina sin dai tempi antichi, anzi, il pepe nero è da sempre considerato il re delle spezie e il 90% della sua produzione è impiegata nel settore alimentare.

" Quindi, Signori, è certo andrò io nel sale.."



Secondo me, dice il ginepro, con tono saggio e tranquillo le apine ci metteranno tutti insieme nel sale.
Le ho sentite ieri, quando parlavano di noi ed erano entusiaste di preparare il loro sale profumato e regalarlo perchè sono convinte che ognuno di noi da solo è ottimo, ma insieme siamo una VERA MAGIA!
Apriamo la porta della cucina ed è tutto tranquillo, silenzioso le erbe aromatiche che abbiamo lavato si sono asciugate e sono pronte per essere macinate insieme al sale per fare il nostro sale profumato INSOSTITUIBILE.



Lo usiamo per quasi tutto: carni in genere, pesce, sughi, patate, minestrone ecc.

1 Kg. sale grosso
1 manciata di foglie rosmarino e fiori
1 manciata di salvia
10/12 spicchi di aglio
20 bacche di pepe
20 bacche di ginepro



Mettiamo il tutto nel mixer e tritiamo finchè si ottiene un risultato come dalla foto
Il profumo che si crea in cucina è stupendo!

Si fa asciugare e si conserva in vasetti di vetro fuori frigorifero. Questa è la base che è una specie di salamoia bolognese, ma si possono aggiungere anche altre spezie a piacere.


Un bacio dalle 4 apine

domenica 12 febbraio 2017

QUANTI MODI DI FARE E RIFARE LA CICERCHIATA



               seconda domenica del mese ore 9 appuntamento con la bella iniziativa
                                                            Quanti modi di fare e rifare
 ideata da Anna-cuochina-Ornella 

Appuntamento speciale oggi ......
la cuochina festeggia il suo compleanno. Infatti il primo appuntamento della cuochina è stato nel febbraio del 2011


   
Sono Cuochina, la mascotte del  blog Quanti modi di fare e rifare
Sono io che dirigo tutta la baracca Certamente, essendo solo un avatar, chi mi dà la voce ed opera per conto mio sono Anna ed Ornella.
 
La nostra grande, bellissima cucina è aperta a chiunque voglia cimentarsi con noi, vi aspettiamo con gioia numerosissimi, mese dopo mese!


cosa abbiamo preparato oggi?
                                                       la seconda ricetta del Menù 2017
                                                                   la Cicerchiata
una ricetta regionale del Carnevale nata in Umbria, ma la sua preparazione si è così largamente estesa in Abruzzo-Molise tanto da farla ritenere abruzzese.


Ingredienti 
1 uovo
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di vino bianco dolce
buccia grattugiata di 1/2 limone
100g circa di farina debole
olio per friggere qb
40g di mandorle senza buccia
150g di miele
30 gr di buccia di arancia candita fatta in casetta nostra
mini smarties coloratissimi 


Abbiamo fatto un copia incolla dei consigli della cuochina, inserendo le nostre piccolissime variazioni 
http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/2017/01/consigli-e-suggerimenti-della-cuochina.html
In una ciotola, sbattere l'uovo con olio, vino bianco e con la buccia di limone grattugiata.
Unire a piccole dosi la farina, tanta quanta ne occorre per ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso (altrimenti, quando si friggono, perdono la loro forma). 




Allungare dei bastoncini grossi quanto una matita. Con una spatola o con un coltello ben affilato, tagliare dei tocchetti grandi circa 1/2cm, arrotorarli fra le mani, formando delle palline.



Friggerli in olio bollente in piccole quantità, fino a quando diventano dorate (si potrebbero creare delle piccole crepe su alcune palline)


farle asciugare su carta assorbente.


tagliare le mandorle con la mandolina per la lunghezza ottenendo dei filetti e fare dei piccoli quadretti di buccia d'arancia.
Far sciogliere il miele (a fuoco debole) in una padella abbastanza capace, quando diventa di un bel colore ambrato, togliere la padella dal fuoco ed unire le palline fritte, le mandorle a filetti e la buccia di arancia candita tagliata a piccolissimi pezzi.




Abbiamo voluto giocare un po' dando alla cicerchiata la forma di una mascherina.
Ne abbiamo ritagliata una con carta forno su cui abbiamo adagiato le nostre palline dopo averle passate nel miele.


Abbiamo decorato con i "coriandoli" (smarties) colorati e abbiamo lasciato raffreddare il tutto prima di togliere la mascherina di carta forno.


Eccoci pronte per festeggiare il carnevale ...una vera bontà!!!
Divertente e pratica la mono-porzione...che ne dite?
Un grazie alla Cuochina per i suggerimenti che ci regala e la vogliamo rassicurare sul lavoro di Anna e Ornella ....speciale!!!
Un bacio dalle 4 apine e.... cosa si prepara la seconda domenica di marzo?....

  
                                        un'ottima ricetta regionale altoatesina.

domenica 5 febbraio 2017

PRUGNOLINO ...BARGNOLINO....NOI LO CHIAMIAMO Bargnolén


Il Bargnolén ???
Che cos'è?


Il bargnolén, chiamato così in dialetto,  è il  Prugnolino o  Bargnolino ed  è  un liquore tipico della zona Parma-Piacenza  a base delle bacche ,  forma  rotonda, di piccole dimensioni e di un bellissimo colore blu scuro, del prugno spinoso (“bargno' ..bargnoli”)



Si raccolgono nei mesi da ottobre a dicembre.
Il meglio sarebbe raccoglierli dopo la  prima gelata perchè la bacca, di sapore aspro, sviluppa il fruttosio, diventa più dolce ed è il momento ideale per farne un liquore buonissimo.


Le siepi di prugnolo spinoso crescono in modo spontaneo, lungo i sentieri vicino ai campi e dalle nostre parti (appennino parmense) sono di facile ricerca.
E così, alla fine di ottobre siamo partite in passeggiata con guanti,  per non essere punte dalle spine della pianta, con piccoli cestini per mettere i nostri preziosi "bargno' ". 
   

La  preparazione è molto semplice ed alla portata di tutti ....
ha però bisogno di tempo...per l'infusione..per l'invecchiamento ...
e come per ogni ricetta tradizionale ci sono una infinità di varianti possibili.chi lo fa , oltre all'alcool con vino rosso, chi con acqua, con aromi vari: vaniglia, cannella, chiodi di garofano... 
noi solo con vino bianco e zucchero.
 

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E come succede per tutte le ricette tradizionali quella della propria famiglia è sempre la più buona...non c'è bisogno neanche di dirlo vero?

Ecco la nostra:
Ingredienti

1kg di prugnoli
1 l di alcol a 95°
700g di zucchero
1 l di vino bianco fermo


Dopo avere raccolto le bacche, pulirle da eventuali foglie, spine e togliere le bacche "brutte"
Lavare delicatamente le bacche sotto l'acqua corrente  e lasciarle asciugare su carta assorbente o su un canovaccio per qualche ora.


Metterle in un contenitore di vetro con l'alcool.
Lasciare in infusione per 40 giorni e agitare il vaso ogni 4-5 giorni.
Il vaso deve essere chiuso ermeticamente ...... l'alcool non deve evaporare ...dopo tanto impegno nella raccolta delle bacche la lavorazione deve essere fatta con cura!!


Utilizzare un vaso da 3 lt per ogni chilogrammo di bacche..


Noi abbiamo utilizzato un vaso da 5 lt perchè ne abbiamo preparato 2 Kg.
Trascorsi i 40 giorni, filtrare aiutandosi con un grosso colino a maglie molto strette, che conterrà le bacche e mettere l'alcool in bottiglie chiuse ermeticamente (bottiglie vetro dell'acqua minerale)
Adesso bisogna procedere ad una seconda infusione.Fare sciogliere lo zucchero con il vino biano fermo a fuoco bassisimo e una volta ottenuto uno sciroppo  farlo raffreddare.
Mettere i prugnoli nuovamente nel vaso e ricoprirli con lo sciroppo.
Lasciare il tutto in infusione ancora per 10 giorni.
Filtrare nuovamente con un colino a maglie molto strette ,  unire l'alcool con lo sciroppo di zucchero e vino.
Le bacche si possono eliminare..
Imbottigliare e lasciare riposare almeno 60 giorni prima di degustarlo.


E' un degestivo perfetto da servire freddo o con un cubetto di ghiaccio...noi lo usiamo soprattutto come liquore da mettere nella preparazione dei dolci...una bontà!!!

CIN..........CIN...........
Un bacio dalle 4 apine

PICCOLA RICERCA IN INTERNET CHE CI HA INCURIOSITO
I frutti del prugnolo vantano poi proprietà antibatteriche e astringenti e si rivelano per questo utili in caso di diarrea, emorragie nasali e infezioni al cavo orale. Stando a ciò che affermano i risultati di un recente studio, le bacche di questa pianta sembrerebbero svolgere inoltre, in concomitanza con altre sostanze, un’importante attività anti-tumorale.